Batman Arkham Origins – Recensione

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Ragazzi ritorna Batman Arkham Origins con il terzo capitolo della serie,  e con un premio in bacheca quale miglior tie-in mai realizzato.  Non si può proprio dire che Arkham Origins sia originale, in quanto ci ripropone meccaniche sostanzialmente immutate rispetto a quelle dei predecessori. Il gioco è ambientato due anni dopo il ritorno di Bruce Wayne a Gotham, ambientato nel periodo Natalizio, dove il boss della malavita Maschera Nera decide di mettere una grossa taglia sulla testa di Batman, scatenando una feroce caccia all’uomo non solo da parte dei più celebri malviventi di Gotham, fra i quali Copperhead, Deathstroke e Killer Croc, ma anche degli stessi poliziotti, in quanto la massa degli stessi è corrotta.

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L’eroe ha dunque il duplice compito di sfuggire alle continue minacce di assassini professionisti, avversari improvvisati, e di trovare colui che ha scatenato questa caccia all’uomo, per scoprire cosa c’è dietro la sua iniziativa. La trama del gioco segue un avventura che a livello strutturale è molto simile a quella dei due capitoli precedenti. il gioco è strutturato in diversi tronconi aventi una storia principale, che segue un percorso prestabilito attraverso una serie di missioni collegate al racconto, e dei compiti secondari facoltativi. Lo stile di gioco è un mix  tra esplorazione in ambienti in stile sandbox, azione stealth, e su un valido sistema di combattimenti, impreziosito da una serie di elementi extra, come per esempio la modalità detective.

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Durante le fasi esplorative Batman può intercettare occasionalmente i contatti radio delle forze dell’ordine e decidere se è il caso di intervenire o meno per sventare il crimine in corso. Oppure procedere per la propria strada, rinunciando al potenziale guadagno di quei punti esperienza utili per migliorare sé stesso e il suo equipaggiamento. Disattivare in tempo le bombe dislocate in vari punti della città, trovare le armi che Pinguino ha nascosto prima che queste finiscano sul mercato nero, o bloccare quel pazzo dell’Enigmista sono solo alcuni dei compiti che Batman è chiamato a portare a termine. In questo capitolo troviamo la Bat-caverna, che ha un ruolo fondamentale, in quanto non solo fa da hub di gioco permettendo per esempio all’eroe mascherato di revisionare le abilità già sbloccate, di indossare delle tute alternative o interagire con il maggiordomo di casa Wayne, Alfred.

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Ma grazie alla presente del Bat-computer, possiamo svolgere analisi sugli indizi racimolati in giro, si potranno infatti rivedere, da varie prospettive, con tanto di simulazione video dell’evento ricostruito in slow-motion, per una visione a 360 gradi del tragico evento. Il tutto in un ambiente estremamente in linea con la più recente incarnazione cinematografica delle avventure del Pipistrello. La Gotham di Origins è comunque liberamente esplorabile, ampia circa due volte rispetto a quella del predecessore. Si potrà girovagare per le vie della vecchia e della nuova città sfruttando i classici appigli per appendersi, lanciandosi da un punto all’altro di un edificio, saltando agilmente sui tetti o tramite il mezzo volante, che però per richiamarlo bisognerà  prima disattivare le torri nemiche che presidiamo le singole aree. Il feeling con i comandi delle precedenti produzioni è rimasto invariato: c’è il solito pulsante adibito ai colpi, quello per le schivate e via via tutti gli altri. Gli scontri si rivelano però abbastanza vari grazie alla discreta intelligenza artificiale dei nemici e a una diversificazione dei loro partner di attacco, dovuta in parte alla presenza di nuovi avversari. Troviamo anche la modalità multi giocatore,  la quale impegna un totale di otto utenti divisi in tre squadre, due videogiocatori impersonano Batman e Robin, mentre i restanti sei si dividono in due squadre da tre scagnozzi riconducibili alle figure dei super criminali Joker e Bane. Tirando le somme il Gioco dal punto di vista grafico,  non comporta grossi cambiamenti rispetto al predecessore Arkham City, senza perdere in prestazioni nonostante la maggiore estensione della mappa.

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Batman e i suoi antagonisti sono realizzati con grande cura dei dettagli, non solo per la fedeltà con cui sono riprodotti rispetto ai fumetti, ma anche a livello di complessità delle texture. Per quanto riguarda l’audio, non demerita  il doppiaggio in italiano la cui qualità si conferma sugli standard degli episodi precedenti.  Troviamo degli effetti sonori e una bella colonna sonora, che accompagnano accuratamente l’Uomo Pipistrello lungo il suo percorso e la guerra contro la criminalità. Un gioco che visti i precedenti non può mancare, e che grazie al gioco di luce e ombre ci attira all’interno di ogni scena.